CasaPound: ''anche le altre categorie abbraccino la protesta''
Nonostante le code per i rifornimenti e la spesa, la gente non è ancora abbastanza informata sulle motivazioni della protesta degli autotrasportatori. Ecco perché questa mattina a Catanzaro, prima in Piazza Matteotti e dopo in Piazza Grimaldi, CasaPound Catanzaro ha allestito un gazebo ed effettuato un presidio informativo per far arrivare a tutti le ragioni degli autisti fermi ai blocchi di Settingiano, Lamezia e di tutta la Calabria. Un’iniziativa portata avanti per sensibilizzare l’opinione pubblica ad una presa di coscienza, con l’invito a non criminalizzare il blocco. Perché qui non si tratta di fare sacrifici; qui un’intera categoria rischia di non avere più le condizioni per lavorare.
La categoria in questione ha già accettato sacrifici a sufficienza ed ora siamo solo al colpo di grazia. Ecco il perché della nostra vicinanza a lavoratori che, in pochi giorni, sono stati capaci di far capire a tutti quanto essenziale il loro lavoro. È lecito fare cassa laddove ci sono sprechi, ma non si può guardare a chi ha già dato tutto il possibile ed è ormai al punto di non poter più lavorare (ciò che è sta accadendo al 20% dei mezzi). E’ inaccettabile uccidere una categoria talmente importante, senza prima aver eliminato tutti gli sprechi, che i giornali continuano a documentare giorno dopo giorno.
Chi ha un camion, invece, oggi a viaggiare ci rimette: le aziende committenti tardano i pagamenti. Limite a 30 giorni, non più 120: questa una delle richieste dei manifestanti. Agevolazioni sui pedaggi, aumentati del 3,5%. Agevolazioni sul gasolio, come avviene già per carburante agricolo e pescherecci. Scopelliti ha espresso vicinanza ma ha aumentato la tassa regionale sul carburante di 3,5 cent/l. Mentre la categoria nelle banche è a ‘rischio 7’ e nessuno gli presta soldi.
L’Italia si sta svegliando e la gente alza la voce per il pane, alza la voce per bisogno: non si tratta più di studenti con l’animo un po’ ribelle. E gli autotrasportatori, in effetti, hanno chiesto la presenza in strada delle altre categorie, altrettanto in difficoltà. Ma nessuna risposta è arrivata. Il presidio effettuato questa mattina, dunque, nasce per chiedere un risveglio esistenziale da parte di tutti voi. Un tale risveglio è la base essenziale di un risveglio sociale di massa (o quasi). Criminalizzare il blocco è snobismo, è egoismo: a questa gente stanno smantellando la vita, non hanno altra scelta. È per questo che chiediamo partecipazione attiva ai sommovimenti che percorrono la penisola in questi mesi. Molti tuonano contro l’attuale politica italiana, ma pochi ancora sono in strada a condividere una lotta che appartiene ad ogni categoria. Le crisi portano stravolgimenti sociali. È tempo di cogliere l’occasione. Non tornerà così facilmente.
Perciò ci chiediamo: perché chi poteva farlo non si è fermato? Non possiamo affondare per pigrizia! Non vinceremo facendo spallucce ad ogni cosa che non va! Bisogna far sentire il fiato sul collo alla politica, far capire che li controlliamo e che siamo pronti a ribellarci contro ogni privilegio ingiusto. CasaPound Calabria si rifiuta di assistere all’indifferenza ed allo snobismo: il cambiamento lo dobbiamo cercare con le nostre forze e la nostra lotta. Noi ci siamo. Aspettiamo voi.
La categoria in questione ha già accettato sacrifici a sufficienza ed ora siamo solo al colpo di grazia. Ecco il perché della nostra vicinanza a lavoratori che, in pochi giorni, sono stati capaci di far capire a tutti quanto essenziale il loro lavoro. È lecito fare cassa laddove ci sono sprechi, ma non si può guardare a chi ha già dato tutto il possibile ed è ormai al punto di non poter più lavorare (ciò che è sta accadendo al 20% dei mezzi). E’ inaccettabile uccidere una categoria talmente importante, senza prima aver eliminato tutti gli sprechi, che i giornali continuano a documentare giorno dopo giorno.
Chi ha un camion, invece, oggi a viaggiare ci rimette: le aziende committenti tardano i pagamenti. Limite a 30 giorni, non più 120: questa una delle richieste dei manifestanti. Agevolazioni sui pedaggi, aumentati del 3,5%. Agevolazioni sul gasolio, come avviene già per carburante agricolo e pescherecci. Scopelliti ha espresso vicinanza ma ha aumentato la tassa regionale sul carburante di 3,5 cent/l. Mentre la categoria nelle banche è a ‘rischio 7’ e nessuno gli presta soldi.
L’Italia si sta svegliando e la gente alza la voce per il pane, alza la voce per bisogno: non si tratta più di studenti con l’animo un po’ ribelle. E gli autotrasportatori, in effetti, hanno chiesto la presenza in strada delle altre categorie, altrettanto in difficoltà. Ma nessuna risposta è arrivata. Il presidio effettuato questa mattina, dunque, nasce per chiedere un risveglio esistenziale da parte di tutti voi. Un tale risveglio è la base essenziale di un risveglio sociale di massa (o quasi). Criminalizzare il blocco è snobismo, è egoismo: a questa gente stanno smantellando la vita, non hanno altra scelta. È per questo che chiediamo partecipazione attiva ai sommovimenti che percorrono la penisola in questi mesi. Molti tuonano contro l’attuale politica italiana, ma pochi ancora sono in strada a condividere una lotta che appartiene ad ogni categoria. Le crisi portano stravolgimenti sociali. È tempo di cogliere l’occasione. Non tornerà così facilmente.
Perciò ci chiediamo: perché chi poteva farlo non si è fermato? Non possiamo affondare per pigrizia! Non vinceremo facendo spallucce ad ogni cosa che non va! Bisogna far sentire il fiato sul collo alla politica, far capire che li controlliamo e che siamo pronti a ribellarci contro ogni privilegio ingiusto. CasaPound Calabria si rifiuta di assistere all’indifferenza ed allo snobismo: il cambiamento lo dobbiamo cercare con le nostre forze e la nostra lotta. Noi ci siamo. Aspettiamo voi.


